Un matrimonio celtico celebrato da Imbolc. L’idea di questo shooting parte da questa antica festività. Imbolc è una festività celtica celebrata dal 1° al 2°febbraio. È l’inizio della primavera e il ritorno della luce nel mondo. Un messaggio decisamente positivo e che sia di buon auspicio per tutti i futuri sposi! La bellezza di questo shooting ti conquista sin dai primi scatti. Sarà per la natura che ci regala un paesaggio mozzafiato, sarà per la luce che è protagonista in tutti gli scatti o per i tenui colori pastello scelti per la stationery e per i fiori. Ma soprattutto c’è la passione che Federica Cosentino e il suo team hanno messo nella realizzazione di questo styled shoot.

Un matrimonio celtico celebrato da Imbolc

L’idea dietro questo shooting è nata con la festività di Imbolc, la festa celtica del fuoco che cade il 1° febbraio. In questo giorno si celebra la Dea Brighit, che è la Dea del fuoco della creatività, della guarigione e della creazione del metallo. È una festività importantissima per i celti perché segna l’inizio della primavera e il ritorno della luce nel mondo.

Abbiamo deciso di celebrarla con queste foto e video di ispirazione, per dare qualche spunto a quegli sposi che vorrebbero sposarsi durante questo momento.

Come luogo abbiamo scelto i boschi dell’Alta Val Tidone. Siamo andati sul Monte San Martino, una zona già anticamente abitata (si stima della fine età del Bronzo ed inizio età del Ferro), piena di reperti celtici oltre che romani e longobardi, uno scavo archeologico, pietre bucate, antichi altari e pietre scavate a formare sedute. Probabilmente una parte era zona rituale poiché ci sono moltissime pietre che formano cerchi e altari naturali. Ha un’energia particolare che chiunque riesce a percepire arrivandoci e l’abbiamo adorata proprio per questo.
Come si vede dalle foto aeree, la pietra più grossa è spaccata a metà, forse naturalmente oppure per opera dell’uomo, purtroppo non possiamo saperlo, ma quello che si vede chiaramente sono dei gradini scolpiti nella pietra per poter raggiungere la parte alta del masso. Per arrivarci siamo passati in mezzo alla spaccatura e sembrava davvero di essere nel cuore della terra, tra le sue ossa. La camminata per arrivare alla sommità del monte non è lunga e l’abbiamo fatta trasportando fiori, vestiti ma soprattutto risate.

Abbiamo ricreato un piccolo altare con le bellissime ceramiche de La Topaia e i particolarissimi fiori di Kadò Flowers. I ragazzi di Kadò hanno scelto di utilizzare tulipani, anemoni, scabiosa, lagurus, lunaria e i bellissimi ellebori. Ma la parte più simbolica sono i rami, di salice e biancospino. Gli alberi, infatti, avevano per i celti un significato importantissimo, tanto da basare su di essi l’intero loro sistema di scrittura (Gli Ogham) che viene anche chiamato alfabeto arboreo. C’è un bellissimo poema celtico che narra della “Battaglia degli alberi” (lo si trova nel libro di Taliesin) nel quale tutti gli alberi si animano per volere di due maghi ed ognuno combatte con le proprie caratteristiche. Da questo poema prendono ispirazione il Macbeth di Shakespeare, ma anche Tolkien con i suoi Ent.

Il salice è un albero legato alla Dea, la Bianca signora. È l’albero degli incantesimi e dei poeti. Porta fertilità a coloro che lo curano.

Anche il Biancospino è legato alla fertilità, che in questo caso, come per la festività di Imbolc, non è intesa solo come fertilità della donna, ma anche e soprattutto come fertilità delle idee e della creatività. La Dea di questa festa è infatti Brighit, che è proprio la Dea della creatività e della poesia.

Abbiamo fatto sì che la sposa sembrasse una Dea nel suo bellissimo vestito di Alessia Baldi e in questa gigantesca coroncina. Il vestito è un due pezzi con sottoveste, gonna e magliettina. Lo abbiamo voluto svolazzante e leggero oltre che bellissimo.

Volevamo che fosse la sposa a portare la primavera nel bosco, a portare la luce. Volevamo che fosse lei la nostra Dea di Imbolc, perché ogni donna è divina e porta la Dea dentro di sé. È per questo infatti che le abbiamo donato una candela e nel video c’è una scena nella quale la accende con il suo fiato. Questa riprende il mito di Brighit, la Dea del fuoco che portava sempre con sé la fiamma sempiterna della conoscenza.

La luce è quindi un aspetto importantissimo della festività e Giui e Simone sono stati bravissimi ad utilizzarla per dare voce alle foto. La luce è una protagonista quanto la natura e gli sposi.

Infine, la bravissima Alessandra di Mugga Design ha creato la parte grafica, con le partecipazioni che riprendono il tema della Luna e i bellissimi semicerchi con il significato del nome degli sposi e della festività.

Da Alessandra di Mugga Design… Imbolc è l’antica festa del fuoco irlandese del culmine dell’inverno, che cadeva tradizionalmente il 1° febbraio, nel punto mediano tra il solstizio d’inverno e l’equinozio di primavera. La celebrazione iniziava al tramonto del giorno precedente, in quanto il calendario celtico faceva iniziare il giorno dal tramonto del sole. Il termine Imbolc in irlandese significa “in grembo”, in riferimento alla gravidanza delle pecore, così come Oimlec sta per “latte ovino” a indicare che in origine si trattava di una festa legata alle pecore da latte. In questo periodo venivano infatti alla luce gli agnellini e le pecore producevano il latte. Il latte fresco, il formaggio, il burro e il siero di latte costituivano spesso la differenza tra la vita e la morte per le persone anziane e i bambini, durante il gelo di febbraio.

La festività celebrava la luce, che si rifletteva nell’allungamento della durata del giorno e nella speranza per l’arrivo del bel tempo. Era ed è ancora oggi tradizione celebrare la festa accendendo lumini e candele.

Crediti:

Planning and styling: Federica Cosentino Nature wedding planner// Foto: Giui // Video: Simone Berna// Flower Designer: Kadò Flower Design// Vestito sposa: Alessia Baldi atelier //Suite grafica: Mugga Design //Ceramiche: La Topaia //Nastri: Red Ribbons

Leggi anche:   Matrimonio in Salento: Terra di unioni…e addii!

Continua a Leggere! Ti potrebbero interessare anche: