Oggi ti porto a visitare la sartoria di Miranda di Sipio per scoprire i suoi abiti da sposa su misura, creazioni dallo stile unico ispirato alla natura. Miranda è un’artigiana e confeziona gli abiti così come si faceva una volta. Si parte da un desiderio, quello della sposa, si guardano assieme dei modelli, si prendono le misure per il taglio del tessuto, si confeziona l’abito e si ricama su telaio. E già perché Miranda non realizza solo l’abito da sposa su misura, ma lo personalizza e lo impreziosisce con dei ricami floreali, realizzati e dipinti rigorosamente a mano.

Abiti da sposa su misura: ti racconto di Miranda di Sipio

Quello che mi ha davvero colpito del progetto di Miranda è che racchiude non solo creatività e passione per l’artigianato, ma anche conoscenza delle tradizioni e rispetto per l’ambiente, con la scelta di tessuti naturali e made in Italy. Miranda mi ha aperto le porte, seppur virtualmente, del suo atelier, immerso tra le colline fiorentine a pochi passi dal centro della città toscana.

Come è nato il brand


Il mio Brand nasce da un amore e un desiderio grandissimo: quello di diventare artigiana e designer. Sono sempre stata affascinata dai mestieri manuali, quelle conoscenze e quei saperi che si trasmettono con lo sguardo e s’interiorizzano con l’esercizio e la costanza. Ad attrarmi era soprattutto l’unione di due competenze che in altri lavori mi sembrano divise: il sapere intellettuale e le abilità manuali. Quando studiavo Lettere all’università di Milano, sentivo che mi mancava moltissimo lavorare con le mani, avere un contatto fisico con le cose e con gli oggetti. Così, dopo la laurea, mi sono trasferita in Toscana per studiare sartoria e modellistica. Terminata la scuola e lo stage formativo, mi sono specializzata in ricamo su telaio presso la “Scuola Ricamo Alta Moda” di Roma. Nel 2017 ho cominciato a lavorare al mio progetto imprenditoriale, con il quale ho partecipato al
“Concorso OmA 20-40”, (un concorso nazionale per giovani artigiani), vincendo il primo premio. Questa vincita mi ha dato la forza e il coraggio di realizzare il mio sogno e pochi mesi dopo ho avviato il mio progetto con il sostegno economico del premio. Il 28 ottobre 2018, ho inaugurato il mio Atelier di abiti da sposa su misura a Firenze, in un posto meraviglioso immerso tra le colline.

Dal primo appuntamento al confezionamento:  come si arriva alla creazione di un abito

Per creare un abito è fondamentale conoscere la persona che lo indosserà. Non solo perché ogni abito è realizzato su misura, ma soprattutto perché attraverso il vestito, cerco di raccontare la storia della mia sposa. Il primo appuntamento è perciò molto importante: è un momento magico in cui ci confidiamo segreti e desideri. Propongo sempre due strade: partire da un abito della Collezione oppure disegnare insieme un abito unico. Ogni vestito della mia Collezione può essere modificato a piacere in ogni più piccolo dettaglio, dal modello alle sfumature di colore dei fiori che ricamo. Nel caso in cui, si scelga di disegnare un abito unico, una prima parte del lavoro sarà dedicata alla ricerca stilistica. Entrambe le strade prevedono una prima prova su tela di cotone, che serve per correggere ogni eventuale difetto e permette alla sposa di vedersi nel futuro abito. Dopo la prova in tela, comincio a lavorare sul tessuto definitivo e a preparare il materiale per il ricamo. Prima della consegna dell’abito, rivedo le spose per altre due prove in Atelier.

La scelta dei tessuti per l’abito e il velo 

Nel mio lavoro ho scelto di seguire una filosofia che rispetti l’ambiente e le persone, per questo motivo utilizzo solo tessuti naturali, in particolare tessuti in seta, prodotti in Italia. Mi piace accordare il velo all’abito e cerco quindi di utilizzare lo stesso tessuto per entrambi; per il velo propongo solitamente una georgette in seta leggerissima che posso arricchire con i miei ricami oppure con un fermaglio per capelli che creo per la mia sposa. Certe volte le richieste possono essere diverse, e allora suggerisco di utilizzare il tulle per realizzare il velo. Anche in questo caso si tratta di un tessuto naturale composto in seta al 100%. La sua morbidezza e delicatezza, si percepisce non solo al tatto ma anche alla vista.

Come si interpretano i desideri di una sposa

Capire i desideri di una sposa è capire i bisogni dell’altro. Cerco sempre di entrare in connessione con le mie spose, di sentirle vicine, di provare empatia. È un momento molto bello e magico per me: sentire qualcuno vicino al proprio cuore, alle proprie emozioni. Mi capita di commuovermi con loro, di gioire insieme, di essere impaziente anch’io, prima di vedere l’abito finito. Il mio lavoro è come un viaggio, un cammino bellissimo fatto d’incontri e di
scambi, sempre diversi, con le persone. Quando lavoro su progetti nuovi, le coinvolgo moltissimo nella fase di ricerca stilistica: cerco di unire il mio gusto e il mio stile alla loro personalità e ai loro sogni. Penso che un abito su misura si possa realizzare solo in due.

Come vengono realizzati i ricami dei fiori sugli abiti

Tutti i fiori che ricamo sugli abiti sono realizzati con avanzi di tessuto. Cerco il più possibile di rispettare l’ambiente nel mio lavoro, di evitare gli sprechi e di rendere il ciclo produttivo circolare. Invece di buttare gli avanzi dei tessuti, li tratto con prodotti diversi che li stabilizzano e li irrobustiscono. Una volta pronti, li dipingo a mano e disegno i petali e le foglie di cui ho bisogno. A questo punto lavoro ogni elemento con degli strumenti che mi permettono di creare forme e venature diverse. Quando tutto il materiale botanico è pronto, passo a ricamarlo sul telaio.

Come nasce l’ispirazione

I miei abiti s’ispirano alle cose cha amo di più: la letteratura, i fiori, la danza, l’arte e la musica. Ho intitolato la mia Collezione “Le Fanciulle in Fiore” pensando proprio al mio romanzo preferito, “La Recherche” di Marcel Proust; un libro in cui ho trovato tutto. In ogni abito, ho cercato di mettere anche il mio amore per i fiori, per le cose semplici e delicate. Mi sono lasciata ispirare dalle figure femminili del primo Novecento, dai dipinti di Boldini, Monet, Degas. Ho immaginato gli abiti della Belle Epoque, quei vestiti eleganti che volteggiavano nelle sale da ballo al suono dolce di un grammofono. Ho pensato alle illustrazioni iconiche di Charles Dana Gibson, alle fanciulle dei suoi bellissimi disegni che all’inizio del secolo volevano emanciparsi dagli uomini. Così ho sognato i miei abiti: leggeri, delicati, eleganti e comodi allo stesso tempo, perché penso che l’epoca delle principesse sia finita. Le mie spose sono donne indipendenti, libere, sono se stesse, le immagino come iconiche Gibson Girl del Primo Novecento.

Grazie a Miranda, per avermi aperto le porte del suo atelier e raccontato del suo lavoro.

Leggi anche:   Gli abiti da sposa più chic e vip del 2014

Miranda ti aspetta nella sua sartoria in via Delle Campora 51a a Firenze e sui suoi canali Instagram e Facebook per essere sempre aggiornata sui suoi lavori.

Continua a leggere! Ti potrebbero interessare anche: